
a cura di Giuseppe Lamelza
Ho aspettato tutto quest'anno per dedicare un momento di gloria a questo album. Mi spiace per gli altri gruppi, ma quando tornano loro non ce n'è per nessuno. E "Dividing opinions" è la conferma di tutto cio’.
Il loro prodotto non è roba influenzata dagli altri: quello che producono è "Giardini di Mirò" al 100%, senza se e senza ma.
Una marcia impetuosa: questa la sintesi perfetta della nuova fatica di Jukka e soci che per l'ennesima volta c'hanno messo la faccia rischiando e per l'ennesima volta sono riusciti nel loro intento.
Chi li conosce sa cosa cerca da loro: un viaggio acido, dove la mente diventa spoglia e incapace di reagire ai casi della vita, ai flashback imperanti, alle situazioni insolubili.
Linee sinuose e catchy accompagnano "Cold Perfection", che ha il piglio e la natura di una canzone pop, ma che si rivela profondamente bastarda col passare dei minuti, data da beat sintetici che esprimono una solitudine mai doma, o come il senso di circolarità che esprime "Embers", dove da una partenza lenta mano a mano cresce di livello, dando sensazioni eteree, dove sembra trovarsi in una pellicola di Lars von Trier, come la tambureggiante "Petit Treason" dove l'amore per un gruppo immortale come i Sonic Youth esce fuori come un arcobaleno dopo la tempesta, con momenti d'intensità differenti, riusciti, profondi.
Questo album dimostra quanto la musica non sia quella paccottiglia di suoni che molti vogliono farmi credere con le loro chiusure mentali: la musica è emozione , passione e capacità di superare lo steccato in ogni momento. Questa è gente con le palle, questa è musica.
Pubblicato alle ore 09:49. (
commenti )